Una passione di famiglia, Cantina Goretti

10 Dic Una passione di famiglia, Cantina Goretti


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Azienda a conduzione familiare, da quattro generazioni  e precisamente dal 1600 la famiglia Goretti è impegnata nella diffusione della cultura enologica umbra nel mondo.

Inizialmente, in questi poderi, le uve venivano allevate per poi essere vendute a produttori del settentrione d’Italia per la produzione, l’imbottigliamento e la commercializzazione di vino, è solo dalla terza e quarta generazione che tutto il processo produttivo viene completato in Umbria.

L’iniziale azienda agricola è stata dismessa per concentrare tutti gli sforzi sulla produzione principalmente del vino e marginalmente su altri prodotti quali l’olio, il miele etc. e va detto che questa decisione ha avuto successo. I vini hanno ottenuto particolare riscontro sui mercati esteri, in particolare americani, ricevendo medaglie e riconoscimenti in concorsi e manifestazioni, come l’Arringatore, ad esempio, prodotto di punta dell’azienda.

Numersosi sono stati i cadeau che i visitatori hanno inviato ai Goretti per ringraziarli della squisita accoglienza e dell’esperienza in azienda,  una famiglia di americani, ad esempio, ha inviato alla famiglia un album ricco di foto che narrano diversi momenti del soggiorno umbro e della visita in azienda, il modo più eloquente per raccontare, attraverso le immagini, le caratteristiche del territorio, i vitigni, i paesaggi ed i momenti trascorsi in compagnia.

La politica aziendale è orientata alla qualità, al mantenimento della tradizione ma allo stesso tempo all’utilizzo delle moderne tecnologie in armonia con le caratteristiche del territorio e nel rispetto dell’autenticità dei vitigni. Al momento della vendemmia ci si reca in vigna e vengono raccolti cinque acini per grappolo a ponente, a levante, esposti al sole, etc. gli acini vengono raccolti tagliando il raspo senza strappi per evitare di danneggiare la pianta ed anche la qualità dell’acino, vengono poi etichettati e portati in azienda per procedere con le analisi e verificare che ci sia l’equilibrio tra acidi e zuccheri per poter procedere alla vendemmia. Il loro motto è raccogliere l’uva nel momento in cui la natura ha svolto i necessari processi per poter ottenere un vino di qualità ma quanto più possibile autentico senza aggiunte e correzioni proprio per evitare che eventuali interventi umani per la correzione del vino creino standardizzazione e quindi vini lontani dalla loro tipicità e rusticità.

L’azienda si trova in un territorio che ha grande valenza storica, teatro di una serie di avvenimenti importanti quali la battaglia tra Umbri e Papato, il quale per assoggettare il popolo introdusse una gabbella sul sale elevatissima tanto da mettere in ginocchio l’economia non tanto per il consumo alimentare quanto per la conservazione degli alimenti. Non esistendo le tecnologie moderne per la conservazione, il sale era utilizzato per conservare le carni e salumi che sono alla base dell’alimentazione umbra proprio per la sua caratteristica posizione nell’entroterra senza sbocco sul mare. Il Papato ha mantenuto la sua presenza in maniera anche indiretta attraverso gli ordini monastici, infatti i frati francescani hanno abitato per anni la torre di avvistamento che si trova al centro del  podere e che oggi è adibita a residenza agrituristica e sala degustazione.

La sala degustazione era anticamente una torre di avvistamento, lo si deduce dalle ben visibili postazione dove i guardiani si nascondevano e dalle fessure, scavate nella pietra, attraverso le quali vedevano da lontano le persone che si avvicinavano alla torre ed al podere, e grazie ad un vano sporgente attraverso un vetro vedevano le persone che bussavano alla torre, senza essere visti, e se gli avventori erano sgraditi lanciavano olio bollente altrimenti li facevano entrare.

Oltre alla sala degustazione nella torre c’è una sala conferenze dove vengono proiettati filmati e documentari sul territorio e la storia dell’azienda e sulle caratteristiche del patrimonio vitivinicolo umbro. La sala di degustazione poteva essere una stalla in quanto sotto il muro opposto all’ingresso c’è una sorta di canalina in pendenza cosa che fa pensare ad uno scolo di acque, ma poteva essere anche un punto dove venivano pigiate le uve e quindi la canalina garantiva lo scolo delle acque verso l’esterno.

Ricca ed interessante la selezione di vini in degustazione, curato il servizio, la modalità e gli abbinamenti. Ciascun vino è stato servito in calice di cristallo adeguato al tipo di vino e l’abbinamento studiato per dare una panoramica della cucina umbra e per esaltare le caratteristiche dei vini e la tipicità. Il menù comprende:

Grechetto” DOC Colli Perugini accompagnato con Bruschette con Olio DOP di produzione dell’azienda. Vino elegante con spiccati aromi di frutta esotica caratterizzato da un piacevole equilibrio tra freschezza e sapidità

Il Moggio”, (100% grechetto vinificato in barrique) con selezione di formaggi stagionati accompagnati da miele millefiori e condimento balsamico.

L’Arringatore” DOC Colli Perugini, rosso, in abbinamento con Torta al testo casereccia farcita con salumi umbri.

L’Arringatore è il prodotto di punta dell’azienda, nel podere fu ritrovata una statua la cui copia è attualmente posta all’ingresso della Torre (l’originale si trova agli Uffizi), di un personaggio politco, sicuramente un nobile in atteggiamento da arringa. La statua è testimonianza del passaggio dall’epoca etrusca all’epoca romana, ed ha ispirato la produzione di questo vino dal carattere deciso, inteso all’olfatto e al gusto, pieno e con una buona struttura, insomma un vino dalla personalità interessate destinanto a dare un’impronta incisiva a tavola. L’Arringatore è stato definito “ruffiano” per la sua versatilità ed il suo affascinante profilo.

Sagrantino di Montefalco” –  Fattoria Le Mura Saracene, con torta al formaggio e salumi o dolcezze di cioccolato Perugina.

Vitigno principe del territorio umbro. Complesso e ricco dominato da un tannino deciso ma elegante e di grande struttura. L’azienda non si trova nella Docg Sagrantino ma possiede alcuni vigneti nella Docg e quindi alleva il Sagrantino nella sua zona di elezione per poi lavorarlo in azienda.

Il Santo”, vino liquoroso dolce con tozzetti Umbri alle mandorle fatti in casa dalla nonna Marcella. Spiccate note di albicocca, frutta molto matura, crema pasticcera e fiori odorosi, ricorda il miele.

“Selezione di Grappe”,   di Grechetto, di Sagrantino e de L’Arringatore

Brandy, la Torre, invecchiato 20 anni”  gran finale con cioccolato fondente.

La degustazione del Vin Santo con tozzetti umbri va eseguita inzuppando il tozzetto nel vino, il biscotto si ammorbidisce si carica di alcolicità, la dolcezza viene attenuata e si sente un sincero e distinto sapore di mandorla.

Il Vin Santo umbro con la sua aromaticità e persistenza si abbina divinamente ad una pastiera napoletana o alla sfogliatella sia riccia che frolla.

La location è arricchita da una pineta destinata ad eventi e concerti d’estate, si respira un aria familiare, ci si rilassa e la Sig.ra Marcella è molto carina e nell’accoglienza condisce la descrizione dei vini con aneddoti e curiosità che danno la sensazione di essere stati accolti non come semplici visitatori ma come amici ai quali raccontare quello che è successo in loro assenza.

L’azienda produce un olio extravergine di oliva molto aromatico che dona un piacevole pizzicore al palato e un miele che non è soggetto a nessuna pratica di filtrazione, infatti si presenta molto grezzo.

Il punto vendita è piccolo e raccolto e negli espositori troviamo Grechetto in purezza come vino fermo, Grechetto in purezza come vino frizzante con l’aggiunta di anidride carbonica, Grechetto in purezza come vino Spumante, metodo charmat, grappe, l’Arringatore, il Bianchetto bianco, rosso e rosato. La famiglia è orientata molto al mantenimento della tradizione, è possibile acquistare anche vino sfuso oltre che imbottigliato e trasportarlo in appositi package costituiti da uno scatolo di cartone a forma di parallelepipedo con rubinetto all’interno del quale viene posta una sacca argentata che conterrà il vino acquistato e una volta portato a casa è possibile erogare il bicchiere di vino attravero il rubinetto evitando di aprire la sacca che contiene il vino.

Tra le tante curiosità va citata la caratteristica dell’etichetta del “Moggio”. La scritta “Il Moggio” è termosensibile cambia di colore a seconda della temperatura e dà indicazioni sul migliore abbinamento. Sul collo della bottiglia c’è la legenda per poter interpretare l’abbinamento a seconda del colore. La scala va dal bianco al rosso man mano che la temperatura del vino diminuisce.

Quando la scritta è bianca significa che a quella temperatura il vino va abbinato a sapori forti e decisi come carne o pesce alla griglia, se la scritta è rosa il vino va bene a tutto pasto ed è perfetto con formaggio e vedure, infine se la scritta è rossa si può abbinare agli stuzzichini o ad un aperitivo rinforzato, si consiglia inoltre di non far arrivare il colore ad un rosso troppo carico poichè sarebbe ad una temperatura tale da non consentire di apprezzare le caratteristiche del vino.

A cura di Désirée Piccoli