Ufficio con vista vigna

08 Mag Ufficio con vista vigna


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /membri/discettatorierranti/wp-content/plugins/facebook-button-plugin/facebook-button-plugin.php on line 731

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /membri/discettatorierranti/wp-content/plugins/facebook-button-plugin/facebook-button-plugin.php on line 734

Vendemmiare: un’esperienza che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero fare..

Impazza sul web e ad ogni angolo del pianeta il desiderio di ricongiungersi con madre natura, per fuggire da quanto di artificiale abbiamo costruito in questi decenni, dal cemento, dall’inquinamento, da ritmi che dir frenetici è un eufemismo perché non ti lasciano nemmeno il tempo di soffermarti a pensare cosa hai fatto il minuto precedente perché il minuto successivo è passato e tu….che lo rincorri senza afferrarlo sei proiettato ad un futuro senza renderti conto che il presente, unica risorsa temporale che ti appartiene, l’hai perduto per sempre….Insomma fantasticare di una vita agreste, tra campi, vigne, facce paonazze per l’ebbrezza del solo odore del vino e del cibo genuino è di sicuro un privilegio, ma come tutti i privilegi ha un prezzo a cui noi, donne in tailleur e con la colata di gel sempre perfetta, e uomini con giacca e cravatta sempre freschissime e senza una pieghetta non siamo proprio abituati: la FATICA.

Leggo e condivido con una gioia quasi “diabolica” l’articolo di Antonio Tomacelli apparso lun 01 ott 2012 ore 18:00 su “Intravino” dal titolo “Vita Felice”..

Sei buoni motivi per non fare il vignaiolo e vivere felici

E così vorresti fare il vignaiolo, eh? Eccerto, hai visto in tv due o tre principini in puro cachemire intervistati tra le zolle e adesso sbavi per un servizio in vellutino a coste su Vanity Fair. Beh, devo darti una brutta notizia: il vignaiolo è un contadino agricolo, perdi più con le aggravanti del settore enologico [….e qui il gioco si fa davvero divertente perché non c’è nulla, credo, anzi smentitemi se potete, di più rischioso che allevare una vigna..]. Se pianti grano, per dire, non dovrai preoccuparti della giusta essiccazione dei vermicelli o del lievito madre, figlia e spirito santo. Fare il vino, farlo seriamente intendo, prevede una serie di competenze e fatiche al limite dell’umana sopportazione e, alla fine del ciclo, ti va di culo se potrai pagarti il vellutino in misto cotone. Quindi dimentica le vergini al chiaro di luna e le sirene della vita mondana perché ti aspettano le seguenti “attività meno glamour sulla faccia della terra”:

1) Sveglia alle 4:00. Il momento migliore per raccogliere l’uva è l’alba. I grappoli non devono arrivare troppo caldi in cantina, pena la perdita di profumi essenziali. D’altronde dovresti aver fatto il callo alle levatacce, visto che per tutta l’estate non hai fatto altro che svegliarti al canto del gallo. La tua vita sociale? lasciamo perdere, i pipistrelli del sottotetto ne hanno più di te.

2) Lo spaventapasseri. Denim di spessore, camicia a maniche lunghe, scarponi e un cappello per proteggerti dal sole. Il tuo spaventapasseri ti guarda e sogghigna. Più che vestirti hai indossato una muta che ti proteggerà da tagli, ortiche e insetti molesti ma se ti vedesse ora la troupe di Terra e Sapori, volgerebbe schifata la telecamera altrove, cambiando al volo il tema del programma: “la concimazione a letame, questa sconosciuta”.

3) Le gioie del raccolto. Due ore di vendemmia e hai le mani appiccicose da fare schifo. Ti eri scordato che l’uva contiene zucchero e adesso hai difficoltà con le forbici e con il resto degli attrezzi. Lavarle è inutile, dopo tre grappoli raccolti sei messo peggio di prima. Ricordi cosa rispondesti a chi ti proponeva la vendemmia meccanizzata? “No, guardi, la raccolta dell’uva è, per me, il momento più sacro dell’anno, non voglio macchine dentro il vigneto”. Su, non fare l’eroe, asciuga le lacrime e richiama il tizio.

4) La legge è legge. La matematica non è un’opinione: per produrre un quintale di vino, servono due quintali di carta tra registri, bolle e documenti vari. Stai bene attento a quello che scrivi, però: lo stato ha tredici enti che ti controllano, quattordici calcolando le Giovani Marmotte. Ognuno di essi entra senza preavviso e sei obbligato a sospendere tutto per star dietro ai controlli. In cima alla hit parade delle richieste impossibili, c’è il calcolo delle fecce da sottrarre come scarti del vino prodotto. È una semplicissima equazione a tredici funzioni multiple con doppio avvitamento carpiato che, in genere, viene risolta con mille euro di multa nei casi meno gravi.

5) Il piccolo chimico. La malo lattica trama contro di te, l’acidità ti odia e i lieviti indigeni parlano male di te. Vorresti chiedere aiuto a un enologo ma, fatti due conti, ti costerebbe quanto una crociera alle Maldive. Che poi, guarda caso, è la rotta più frequentata dai flying winemaker. Che fare, pagare o pregare? Inginocchiati, e sii convincente: ritrovarsi con mille ettolitri d’aceto è un attimo.

6) Rich & Famous. Ora che la bottiglia è finalmente tra le tue mani, puoi regalarti cinque minuti di soddisfazione. Al sesto minuto interviene puntuale sua maestà l’angoscia che ti rovina la festa con la domanda carogna: “E ora, a chi lo vendo?”. Se non hai una rete di rappresentanti che ti  bussano alla porta, son dolori e chilometri da macinare. Piazzato il prodotto hai ancora uno scoglio davanti a te, l’ostacolo che nessun altro prodotto agricolo deve superare: le guide del vino. Potresti scansarle affidandoti a quei bloggers di cui si parla tanto, ma credimi, è come passare dalla padella a una brace eterna.

Sappi che molti risvolti sono stati omessi nell’articolo…

…e da testimonianze di vita reale apprendiamo anche di esperienze davvero demoralizzanti….

sei li che guardi le tue vigne pieno d’orgoglio, ma funesta arriva la grandine a dimezzare il raccolto. Il vignaiolo scappa una lacrima, ma alla fine se ne fa una ragione. Ho dato, pensa, e spera nella annata successiva. Nell’annata successiva si presenta la siccità che dimezza il raccolto, il vignaiolo è triste, ma si fa coraggio… è la natura pensa, il prossimo anno andrà meglio. L’annata successiva dopo aver combattuto la siccità (è si, che il clima è cambiato!), il vignaiolo aspetta senza troppe illusioni la vendemmia, e proprio pochi giorni prima del raccolto arriva la grandine (ancora!!!), e il vignaiolo rimane con la cantina quasi vuota… medita di cambiare lavoro, ma siccome è troppo attaccato alle sue vigne cerca di farsi coraggio sperando che la prossima annata sia migliore…

Aver elencato i contro non significa che non ci siano aspetti positivi in quest’attività, anzi ce ne sono e tanti ma il più grande, immenso, infinito oserei dire requisito per poter sopravvivere a tutto ciò è la PASSIONE, ed in effetti la passione nelle ampie declinazioni dell’AMORE, DEDIZIONE, PAZIENZA…etc. muove il mondo verso la bellezza, la perfezione…Su queste premesse invito tutti, ma proprio tutti coloro che seduti alla scrivania del loro ufficio davanti al pc sognano di vedere in lontananza i filari di vite dolcemente adagiati sui declivi delle colline per potersi tuffare in un posto che li faccia sentire più vivi, meno frustrati e parte di qualcosa di unico, irripetibile ed indimenticabile, insomma con tutti i contrattempi ed imprevisti (la natura ci sorprende sempre) non ci si annoia di certo ed allora regalatevi un’esperienza che vi cala in questo mondo in modo da avere il giusto metro di valutazione di tutto il lavoro, il sacrificio, l’amore ed il rischio, il coraggio e la tenacia di non mollare che ci sono in un buon bicchiere di vino …

Rompete gli indugi e mandate la candidatura per partecipare ad una vendemmia in Francia ad esempio…

Tutte le info le trovate ai seguenti link :

 

P.s. confidiamo nel desiderio di mettersi in gioco e nella soddisfazione nel raccontare la propria esperienza da vignaiolo a tutti coloro che non credono ne siate capaci …Coraggio !!!