Prove pratiche di assaggio e/o degustazioni

08 Ott Prove pratiche di assaggio e/o degustazioni


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /membri/discettatorierranti/wp-content/plugins/facebook-button-plugin/facebook-button-plugin.php on line 731

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /membri/discettatorierranti/wp-content/plugins/facebook-button-plugin/facebook-button-plugin.php on line 734

All’indomani dell’incontro introduttivo sulle tecniche di degustazione e sull’abbinamento cibo-vino siamo pronti per iniziare le prove pratiche di assaggio con vini di diverse tipologie.

Questa sera partiamo dalla teoria dell’abbinamento cibo-vino che suggerisce l’abbinamento per territorialità e cioè per i cibi e piatti tipici di un luogo si abbinano i vini del medesimo luogo, da vitigni in genere autoctoni.

Il piatto protragonista della serata ci porta in Liguria.

Un buongustaio ligure, italiano o straniero non può non trovarsi, ad un certo punto del suo percorso da gourmet, di fronte ad un quesito tanto pressante quanto, e meritatamente, attuale, come il seguente:

Che vino sposare con una meraviglia dell’ingegno umano come il pesto? Salubre e profumato, bilancia al proprio interno ingredienti che sono il vanto della ruralità locale (basilico, olio, aglio…), ma concedendosi una puntata in Emilia e in Sardegna coi due formaggi necessari alla realizzazione. Il pesto compie il proprio miracolo gusto-olfattivo grazie all’aromaticità del basilico, alla grinta dell’aglio e alla nota gentile dell’extravergine. I pinoli dolci e i due formaggi parmigiano e sardo completano, col sale grosso. Gli ingredienti del pesto sono appena sette e la qualità, la provenienza ed il procedimento di preparazione fanno la differenza. Le sette materie prime s’amalgamano lavorate da un pestello di legno duro dentro un mortaio di marmo fino all’ottenimento di una salsa cremosa e profumatissima dal vivace e stimolante colore verde.

La pungente aromaticità definita dell’aglio e gli oli essenziali delle foglioline di basilico rendono impossibile l’abbinamento coi vini rossi, in quanto il corredo polifenolico contribuirebbe ad accentuare ed esaltare la sensazione di amaro, pertanto noi proporremo e, sperimentaremo, un abbinamento con un bianco del territorio ed in particolare il Pigato (DOC riviera ligure di ponente) ma potremmo anche abbinare i Vermentini, sia quelli provenienti dalle 4 DOC liguri, che altri provenienti da altre Regioni e sperimentare abbinamenti con Vermentini nelle versioni sarde, toscane, còrse e piemontesi.

Il vino in degustazione è un Pigato “Cycnus” Poggio dei Gorlieri 2013 che prende vita nel Golfo Dianese, su terreni argillosi, duri, sassosi, asciutti, dove tutti i giorni soffia il vento di ponente, e sul quale la vite si è ambientata in maniera perfetta. Le vigne sono costantemente accarezzate da un brezza salmastra, che porta con sé il profumo di fiori selvatici della vicina vegetazione: un paesaggio sicuramente suggestivo per intensità e bellezza. Un vino bianco fermo, di medio corpo, morbido e profumato. Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 8° – 10° e in calice di media apertura, perfetto per i vini di corpo o di medio corpo che necessitano di una media ossigenazione per aprirsi e per esaltare tutti i loro aromi.

Buon Pigato e Buona Liguria a tutti!!!