Inverno a Napoli: tutti i luoghi per gli amanti delle “pausa caffè”

30 Dic Inverno a Napoli: tutti i luoghi per gli amanti delle “pausa caffè”


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Con l’abbassarsi della temperatura e la diminuzione delle ore di luce, ahimè per noi erranti che amiamo vagabondare alla ricerca di angoli e spunti suggestivi, l’inverno non è proprio la stagione ideale per attardarsi tra le vie del centro o sul nostro tanto amato lungomare, ma per fortuna, Dio è stato clemente con noi e la nostra terra e ci ha donato un clima che nonostante tutto ci permette un tuffo al mare, anche soltanto con gli occhi, e lunghe e piacevoli soste nei tanti caffè sparsi per la città che diventano l’occasione per coccolarsi con dolci prelibatezze e buona compagnia.

Vista del Vesuvio e Castel dell'Ovo

Tradizione vuole che la colazione venga consumata in una delle caffetterie/pasticcerie storiche, ed a Napoli se ne contano ancora tantissime ciascuna conosciuta per una specialità, la lista è indicativa, invitiamo i Discettatori a completarla secondo gusti, preferenze ed atmosfere singolari: Attanasio, famosa per la sfogliatella, e Scaturchio per la “ministeriale”, una pralina ripiena al cioccolato fondente, una vera e propria delizia! Pintauro per la sfogliatella, i due punti vendita di Leopoldo all’inizio di Via Chiaja e a Via Benedetto Croce dove poter gustare prelibatezze dolci e salate, tra cui i famosi taralli…

Attanasio SfogliatellaScaturchio PastieraMa il principe della sosta alla napoletanta è “a tazzulella e cafè”… A questo punto è necessaria un piccolo passo indietro nella storia, nelle origini e nell’aspetto socio-psicologico del caffè a Napoli. Spesso e volentieri ci siamo chiesti, osservando gli avventori nelle caffetterie e i clienti seduti ai numerosi tavolini che popolano il centro come il lungomare ed ogni angolo possibile della città, cosa rappresenta per il popolo napoletano il “rituale” del caffè. Perchè di rituale si tratta e non di un semplice gesto volto ad ingurgitare un genere di conforto e sentirsi più carichi di energie per affrontere meglio il lavoro. Se ci avete mai fatto caso, proprio come le onde del mare tendono ad avanzare sempre più occupando maggior suolo pubblico, per poi essere ricondotte dalle autorità ai limitati spazi originari, quasi ad indicare che il “popolo” è avido e possessivo nei confronti della sua città, la vuole vivere in ogni suo angolo anche quelli destinati ad altri scopi, diversi dalla pedonabilità, per intenderci…  

Il caffè a Napoli è induttore di socialità, è il pretesto per scambiare una chiacchiera, non solo se si è in compagnia ma anche se si è da soli, che poi non si sarà mai da soli in un bar… i baristi svolgono il duplice ruolo di “erogatori” di caffè e complici nella confidenza scambiata tra un breve sorso e l’altro; questo rende la “pausa caffè” un opportunità per il rimescolarsi dei ceti, dei ruoli ed il confondersi delle identità in un gioco il cui scopo è godere del tempo e dell’essere napoletani, che già di per sè non è semplice da spiegare perchè è un’identità multisfaccettata e per certi versi sfuggente….La generosità del napoletano si vede proprio al bar e si chiama “caffè sospeso”…

E non a caso, proprio a voler celebrare il legame indissolubile della città con il caffè, in occasione del cinquantenario della Kimbo è stata dedicata una mostra d’arte intitolata “Bellebbuono. Napoli, improvvisamente” a Castel Sant’Elmo tra marzo ed aprile 2013 in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città. Quaranta opere tra dipinti, disegni, fotografie e porcellane, che raccontano Napoli, le sue strade, i suoi odori, le sue suggestioni, e la svelano “bellebbuono”, che nel dialetto napoletano vuol dire, appunto, “all’improvviso”.“

Di grande effetto il video che riproduce i principali monumenti e scorci della città per condensarli in una tazzina di caffè, una sintesi di bellezza e bontà e che vi invitiamo a conservare tra i preferiti sul tema…

Ma ritornando alla nostra doverosa sosta “golosa”, che sia romantica o conviviale e, perchè no, culturale/letteraria, altra tappa che non può essere saltata è “Sottopalco” il nuovo caffè letterario del teatro Bellini in via Conte di Ruvo, di recente inaugurazione. Uno spazio ricavato dal foyer, che ospita presentazioni, eventi, dibattiti, aperitivi culturali ed in più un’apposita area, dedicata a vernissage fotografici e showcase musicali. Il locale, ideato e curato dalla casa editrice “Marotta&Cafiero” e dal teatro Bellini, comprende tre sale da 120, 50 e 30 posti, più una libreria specializzata in editoria indipendente, un “equobar” (il primo in città a servire esclusivamente il “Caffè Lazzarelle”, prodotto dalle detenute del carcere di Pozzuoli) e un bistrot con 50 posti a sedere. Propone soltanto prodotti a chilometro zero ed eccellenze della gastronomia Campana. Il menu, curato dallo chef Pietro Parisi, spazia tra vini dall’Irpinia e dal Vesuvio, gelati, sorbetti a base di Latte Nobile, tè e tisane firmate da Altromercato.

La tradizione del caffè letterario a Napoli nasce un pò per caso, in quanto i caffè erano i luoghi più amati da artisti e letterati che solevano incontrarsi per scambiare idee, informazioni e notizie dando vita così ad una vera e propria tendenza e tutt’oggi la tradizione continua. In questi caffè ci si può fermare a leggere libri, riviste, si può partecipare a dibattiti, proiezioni di film, mostre fotografiche, concerti e quant’altro concerne la diffusione dell’arte e della cultura nella nostra città. Intra Moenia ed Evaluna sorgono tra i resti delle murazioni greco-romane di piazza Bellini. Palazzo Venezia lungo l’asse che da Piazza del Gesù porta a Piazza San Domenico Maggiore. Ultima novità è invece il Caffè della Stampa aperto nei pressi della Napoli Sotterranea, con computer e wi-fi.

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Intra Moenia Napoli (Piazza Bellini)

Tra le soste golose vanno sicuramente menzionati Birdy Bakery in vico Belledonne a Chiaja per coloro che amano gli spunti ipercalorici e l’atmosfera newyorkese, un bocconcino di “Grande Mela” a Napoli che consolida il rapporto di interscambio tra la capitale partenopea e la capitale degli States. Arredamento in stile coloniale che ricorda gli accoglienti e luminosi saloni dei film hollywoodiani.

Birdy Bakery CafèCioccolata calda e dolciMenù in grado di consolare qualsiasi cuore e spirito dal freddo e da altri “demoni” con brioches, crumbles, cupcakes maxi e mini, plumcakes, brownies, muffins e special cakes seguite da snack e bevande dal sapore americano così come il caffè. Innovativo format per la colazione con club sandwich accompagnato a un cappuccino piuttosto che sfogliatella o cornetto come vuole la nostra più antica tradizione. Un piccolo suggerimento che rappresenta un compromesso tra la sosta “slow” all’americana e il fugace caffè al banco nel tipico contentitore con coperchio e apposito erogatore è il Il Cup Cap’s Coffee il cui motto vincente: “Stile Americano, caffè Napoletano!”  ha già conquistato e spopolato soprattutto tra i più giovani. E’ un tipico bar americano, ispirato alla famosa catena Starbucks, ma con caffè di gusto rigorosamente partenopeo. Due sedi, disseminate nei punti strategici della movida napoletana: in Via San Carlo e Piazza Fuga. Se siete a dieta siete nel posto sbagliato perché è impossibile resistere a muffin, donuts, cupcakes, cheesecake, torta oreo, pancakes. Da bere, invece, oltre al caffè, vi consigliamo l’Hotpuccino e l’Icepuccino! E l’angolo delle leccornie americane? Tra tavoletta di cioccolato Hershey’s, caramelle Twizzlers e pop tarts c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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Cup Cap’s Coffee

Insomma la lista è aperta e può essere suscettibile di aggiunte di tanti altri posti che si accomunano per l’avvicendarsi di persone ad ogni ora del giorno e della notte, per il vociare e le risate, per l’odore caldo di dolci, caffè e zucchero che in questa stagione ed in questo particolare periodo dell’anno conferiscono un’atmosfera magica, rilassata dando la sensazione di essere tutti una grande e numerosa famiglia….

A cura di Désirée Piccoli