Esposizione e terreno, i segreti della vigna

29 Mag Esposizione e terreno, i segreti della vigna


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Il vino attraversa molte fasi prima di essere versato nel nostro bicchiere. Dalla fermentazione, all’invecchiamento, fino alla corretta conservazione in cantina, i fattori da tener conto quando si valuta un vino sono tantissimi, tuttavia c’è un luogo fondamentale, imprescindibile, dove tutto comincia: la vigna. La vigna è l’ambiente naturale del viticoltore, è il posto dove si trova a trascorrere la maggior parte del suo tempo e dove si concentrano i suoi sforzi.

Anche il grandissimo enologo Giacomo Tachis, nel suo fondamentale Sapere di Vino, riconosce il ruolo primario della vite: “La qualità del vino è dovuta principalmente alla qualità dell’uva; la mano dell’uomo può influenzare più o meno pesantemente le caratteristiche organolettiche attraverso i processi di lavorazione, ma il suo valore organolettico e organochimico dipende dalla vigna.

La tecnica e l’innovazione dei metodi sono importanti, ma senza la giusta materia prima ogni sforzo è vano. Il vino è uva, e l’uva nasce in vigna: tutto il resto, se non del tutto accessorio, dipende in maniera preponderante dalla bontà delle uve. La vite è una pianta che ha segnato la nostra cultura in un modo davvero profondo. Insieme all’ulivo è il simbolo della cultura mediterranea. Diffusa in antichità dalla colonizzazione prima fenicia, poi greca, con i romani raggiunse ogni angolo del mondo conosciuto. Attraverso il Medioevo la coltivazione della vite fu preservata all’interno dei monasteri e delle abbazie, dove vennero affinati i metodi di coltura. Il nostro vino e la nostra tradizione avanzano assieme da almeno due millenni, eppure l’essenza è sempre la stessa: il grappolo d’uva che nasce in vigna.

La vigna è come un organismo complesso che stabilisce un intricato rapporto con il proprio ambiente. Cerchiamo di capire, allora, quali sono i fattori del vigneto che maggiormente vanno a influenzare il risultato finale. Visto che gran parte delle viti è coltivata in territori collinari, l’esposizione è un elemento che gioca un ruolo fondamentale. Ogni vitigno ha infatti specifiche esigenze termiche. In questo senso illuminazione e temperatura sono gli elementi che vanno a influenzare in grande misura il risultato finale. L’esposizione a sud e ovest, per l’abbondante energia luminosa, favorisce l’attività fotosintetica, producendo quantità di zuccheri e alcol più abbondanti. I terreni orientati verso est o nord sono, invece, più freschi e freddi. In essi, la minore disponibilità del sole induce un ritardo sul germogliamento primaverile e una maturazione tardiva dei grappoli. Tali esposizioni sono, quindi, più favorevoli alla presenza di profumi.

Sempre per il bilanciamento termico, di fondamentale importanza è il vento. Poi c’è la questione della profondità nel terreno, che favorisce o ostacola l’avanzare in profondità delle radici. L’altitudine è un altro fattore da tenere in considerazione. Infine, c’è la natura del terreno: calcare, argilla, minerali e acidità hanno tutte la loro importanza nell’influire sulla qualità organolettica del prodotto finito.

Tutti questi fattori sono anche utilizzati dai vari consorzi per stabilire la tipologia di un vino o la sua aderenza a particolari denominazioni, come DOC e DOCG. Anche se tutti i fattori considerati possono essere quantitativamente analizzabili, ogni particolare territorio presenta la sua alchimia unica. Alla fine, ogni vitigno è unico e può essere valutato effettivamente solo assaggiando i suoi frutti.